Virus respiratori e influenza: come affrontare la stagione autunnale e invernale

Con l’arrivo dell’autunno tornano a circolare i virus respiratori e iniziano a comparire le prime forme stagionali. La vera influenza è attesa soprattutto con temperature più fredde, generalmente nel periodo delle festività. Quest’anno, tuttavia, il clima particolarmente mite potrebbe far slittare in avanti la stagione influenzale, anche se prevedere con precisione quando arriverà il picco resta difficile.

Le prime indicazioni fanno pensare a una stagione non particolarmente pesante, ma comunque caratterizzata da una significativa diffusione delle infezioni respiratorie. Complessivamente si stimano tra 12 e 14 milioni di casi considerando non solo l’influenza, ma l’insieme dei virus respiratori che circolano nei mesi più freddi.

Un’indicazione arriva dalla stagione australiana appena conclusa, che rispetto agli anni precedenti ha registrato una minore intensità e numerosità dei casi, con una presenza importante di H3N2 e della variante K, dotata di capacità diffusiva e di evasione rispetto all’immunità sviluppata verso precedenti virus influenzali. Sono comunque indicazioni preliminari, che non permettono di prevedere con certezza ciò che accadrà in Italia.

Nelle diverse Regioni italiane prende infatti il via la campagna vaccinale contro l’influenza, con modalità organizzative che possono variare sul territorio.

La vaccinazione rappresenta un’opportunità importante soprattutto per le persone più vulnerabili, come anziani e soggetti con patologie croniche cardiache o respiratorie. Può riguardare anche persone giovani e sane che sono caregiver di soggetti fragili e possono contribuire a proteggerli.

Per le persone anziane sono disponibili vaccini specifici, come quello adiuvato con MF59 e quello ad alto dosaggio, pensati per ottenere una risposta immunitaria più adeguata in una fascia di popolazione nella quale il vaccino standard può determinare una risposta inferiore. Per i bambini è prevista anche la possibilità, nei casi indicati, della somministrazione attraverso spray nasale.

Accanto all’influenza non bisogna dimenticare il Covid-19. Dopo gli anni della pandemia l’attenzione è diminuita e l’adesione alla vaccinazione si è ridotta, ma il virus continua a far parte del mix delle infezioni respiratorie. Incrementi dei casi sono stati osservati in Asia, Stati Uniti, Francia e Nord Europa. I sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di altre forme respiratorie.

Il Covid viene oggi descritto come meno aggressivo rispetto alla fase acuta della pandemia, ma non deve essere sottovalutato soprattutto nei soggetti a rischio. Per questo è importante ricordare anche la possibilità di effettuare nello stesso appuntamento la vaccinazione antinfluenzale e quella contro il Covid.

Influenza e Covid sono però soltanto alcuni dei protagonisti della stagione. Nel complesso esistono numerosi tipi e sottotipi di virus responsabili di infezioni respiratorie. Tra i principali c’è il virus respiratorio sinciziale, particolarmente noto per le conseguenze che può avere nei bambini più piccoli, nei quali può provocare la bronchiolite. Per la prevenzione esiste la possibilità di utilizzare anticorpi monoclonali.

Ci sono anche metapneumovirus, adenovirus, coronavirus, virus parainfluenzali e alcuni enterovirus, che possono provocare anche manifestazioni intestinali. Una varietà che spiega perché non tutte le sindromi che comunemente definiamo “influenza” siano realmente provocate dal virus influenzale.

Come riconoscere allora la vera influenza? Tre sono gli elementi caratteristici: un esordio brusco della febbre, generalmente superiore ai 38 gradi; almeno un sintomo respiratorio, come naso chiuso o rinorrea; e almeno un sintomo generale, come dolori muscolari o articolari.

Quando compaiono i sintomi, l’indicazione è quella di seguire un principio di automedicazione responsabile. I farmaci sintomatici possono essere utilizzati per attenuare i disturbi senza necessariamente cercare di azzerarli. È invece importante seguire l’andamento della malattia e verificare se i sintomi migliorano nel corso dei giorni.

Particolare attenzione va riservata agli antibiotici, che non devono essere assunti senza prescrizione medica. Le principali infezioni respiratorie stagionali sono infatti di origine virale e l’antibiotico non rappresenta una risposta automatica alla comparsa di febbre o tosse. Se dopo quattro o cinque giorni la situazione non migliora, è opportuno rivolgersi al medico.

Restano infine utili le regole di prevenzione rilanciate durante la pandemia. Adottare comportamenti responsabili quando si hanno sintomi respiratori può contribuire a limitare la trasmissione dei virus e soprattutto a proteggere le persone più fragili.

La stagione può essere affrontata con consapevolezza: vaccinazione, attenzione ai soggetti a rischio, uso appropriato dei farmaci e monitoraggio dei sintomi sono gli strumenti principali per affrontare i prossimi mesi senza allarmismi e senza sottovalutare i rischi.

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