In queste ultime settimane una nuova variante del virus SARS-COV2 sta attirando l’attenzione degli esperti di tutto il mondo: si tratta della variante LP.8.1 che tra marzo e aprile 2025 è diventata dominante in diverse aree del mondo. Dopo aver colpito gli Stati Uniti, dove rappresenta oggi circa il 42% dei casi secondo i Cdc americani, è diventata predominante anche nel Regno Unito, Singapore e Hong Kong e ora la sua circolazione è destinata ad aumentare anche in Europa e in Italia. LP.8.1 non è comunque un fenomeno recente: in realtà era già stata segnalata nel luglio 2024 e discende dalla famiglia Omicron, nella specifico dalla sottovariante JN.1, responsabile di significative ondate epidemiche già tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Per quanto riguarda i sintomi non sembrano differire molto da quelli delle precedenti ondate e sono i più comuni: febbre elevata, mal di gola, affaticamento, dolori muscolari, cefalea, alterazioni di gusto e olfatto, congestione nasale. In rari casi si segnalano anche diarrea o perdita dell’appetito. Solo nei soggetti fragili o immunocompromessi l’infezione può evolvere in polmonite o insufficienza respiratoria. Un recente studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases ha mostrato però che la variante LP.8.1, nonostante abbia una minore infettività rispetto a JN.1, presenta una maggiore evasione immunitaria. Questo significa che, pur non essendo la più infettiva tra le varianti in circolazione in questo periodo, la variante LP.8.1 sarebbe in grado di eludere in modo più efficace le difese immunitarie acquisite con la vaccinazione o l’infezione pregressa. Il rischio supplementare per la salute pubblica legato a questa variante è stato classificato comunque dall’Oms come “basso” su scala globale. Tuttavia, alla luce delle capacità di evasione immunitaria di LP.8.1, l’Emergency Task Force dell’EMA ha pubblicato di recente una nota in cui viene raccomandato l’aggiornamento dei vaccini anti-Covid in vista della campagna vaccinale 2025/2026, in modo da garantire una più ampia copertura. Mantenere alto il livello di sorveglianza, aggiornare i vaccini e proteggere i soggetti fragili restano dunque le priorità indicate dagli esperti per affrontare questa nuova fase della convivenza con il virus.
COVID: LA NUOVA VARIANTE LP.8.1 IN CRESCITA ANCHE IN EUROPA E ITALIA
Le categorie maggiormente a rischio