Vaccinazione influenzale: definiti ceppi per la stagione 2026/2027

Vaccinazione influenzale

L’OMS ha comunicato i nuovi ceppi che saranno protagonisti della prossima stagione influenzale.

La stagione influenzale che si sta concludendo è stata particolarmente intensa. Secondo le stime, tra influenza e altri virus respiratori sono stati colpiti complessivamente circa 14-15 milioni di persone. Oltre al virus influenzale hanno circolato infatti anche altri patogeni respiratori, come il virus respiratorio sinciziale, il metapneumovirus, il rinovirus e il SARS-CoV-2. Anche se il picco è ormai passato, la circolazione dei virus respiratori non si è ancora completamente esaurita e per alcune settimane continueranno a registrarsi casi di infezione.

Questo scenario conferma quanto l’influenza rappresenti ogni anno una sfida importante per la salute pubblica. Proprio per questo motivo la vaccinazione influenzale rimane lo strumento principale di prevenzione per ridurre il numero di casi, le complicanze e i ricoveri, soprattutto tra le persone più fragili come anziani, bambini piccoli e soggetti con patologie croniche.

Per mantenere elevata l’efficacia della protezione, il vaccino antinfluenzale viene aggiornato ogni anno. I virus dell’influenza, infatti, cambiano frequentemente: piccole variazioni genetiche possono modificare le caratteristiche dei ceppi circolanti e rendere meno efficace la protezione dei vaccini precedenti. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) analizza costantemente i dati provenienti dai sistemi di sorveglianza internazionale e due volte all’anno – a febbraio e a settembre – pubblica le raccomandazioni sulla composizione dei vaccini per l’emisfero nord e per quello sud.

Come sarà il nuovo vaccino?

Il 27 febbraio l’OMS ha annunciato la nuova composizione del vaccino per la stagione influenzale 2026-2027 nell’emisfero settentrionale. L’aggiornamento riguarda tutti i ceppi inclusi nel vaccino, con un cambiamento particolarmente rilevante per uno dei virus di tipo A, l’H3N2, che è stato tra i principali responsabili della stagione influenzale appena trascorsa. Questo virus è spesso associato a forme più severe di influenza e a un maggior numero di complicanze, specialmente nelle persone anziane.

La nuova formulazione raccomandata resta trivalente, cioè basata su tre diversi ceppi virali. Questa scelta è legata al fatto che uno dei due ceppi di virus B storicamente presenti nei vaccini, il B/Yamagata, non circola più a livello globale dal 2020. Nonostante ciò, alcuni produttori potranno continuare a realizzare anche vaccini quadrivalenti, che includono entrambe le linee del virus B, Yamagata e Victoria, per garantire una copertura più ampia in caso di eventuali cambiamenti epidemiologici.

H1N1

  • Circolazione predominante sottocladi 5a.2a.1 (D.3.1 e D.3.1.1)
  • Riduzione dei GMT verso il ceppo 2022
  • Aggiornamento a A/Missouri/11/2025

H3N2 (Cambiamento più rilevante)

  • Predominanza globale sottoclade K (ex J.2.4.1)
  • Scarsa reattività sierologica contro ceppi 2023
  • Migliore match antigenico con Darwin 2025

B/Victoria

  • Emergenza sottocladi C.3 e C.3.1
  • Ridotta risposta anticorpale contro Austria 2021
  • Introduzione ceppi Tokyo 2025 / Pennsylvania 2025

Questi aggiornamenti riflettono l’evoluzione dei virus influenzali osservata negli ultimi mesi. Il monitoraggio continuo dei sottotipi e delle loro mutazioni permette infatti di selezionare i ceppi più rappresentativi di quelli che probabilmente circoleranno nella stagione successiva. È un processo complesso, basato su analisi genetiche e sierologiche, ma fondamentale per garantire che la vaccinazione influenzale rimanga uno strumento efficace.

Un altro elemento importante riguarda le diverse tecnologie con cui i vaccini possono essere prodotti. Oltre ai vaccini tradizionali, realizzati su uova embrionate o colture cellulari, negli ultimi anni si stanno sviluppando anche vaccini basati su piattaforme innovative come l’mRNA. In alcuni casi la composizione del vaccino può presentare piccole differenze proprio in funzione della tecnologia utilizzata per la produzione.

Nonostante l’aggiornamento annuale, il messaggio di salute pubblica resta sempre lo stesso: vaccinarsi rimane la strategia più efficace per proteggersi dall’influenza e dalle sue possibili complicanze. La vaccinazione influenzale non solo riduce il rischio di ammalarsi, ma contribuisce anche a limitare la diffusione del virus nella comunità e a proteggere le persone più vulnerabili.

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